I 3 tipi di tango ballati negli anni trenta.

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I 3 TIPI DI TANGO DEGLI ANNI ’30

Nella trasmissione di Dicembre siamo tornati a parlare di una coppia di ballerini Americani degli anni trenta: Veloz e Yolanda.
http://radiocrossovertango.blogspot.it/…/…/spigolature.html…

Perchè due Americani per parlare di tango Argentino?
Prima di tutto perchè negli anni trenta Veloz e Yolanda erano davvero delle celebrità di primo piano del ballo: una coppia di artisti acclamata internazionalmente, come Fred Astaire e Ginger Rogers, o come Vernon e Irene Castle venti anni prima.

Ma soprattutto parliamo di loro perchè Veloz e Yolanda sono stati dei veri appassionati di tango. Grazie alla loro vocazione internazionale avevano avuto modo, già negli anni trenta, di percorrere tutto il mondo e conoscere come fosse evoluto il tango non solo in Argentina ma anche negli altri Paesi dove si era sviluppato.
Infatti nel 1938 hanno scritto il libro “TANGO AND RUMBA: THE DANCES OF TODAY AND TOMORROW”, dedicato ai loro due balli preferiti.
La lunga ed approfondita sezione dedicata al tango, che occupa due terzi di questo volume, è divisa in tre capitoli: il tango FRANCESE, il tango INGLESE ed il tango ARGENTINO.

Questo è un interessantissimo documento storico perché ci dà l’informazione che nel 1938 erano già riconoscibili tre maniere diverse e ben definite di ballare il tango.
Infatti sappiamo che il tango dei primi anni del 1900, anche a Buenos Aires, era un ballo ancora in via di definizione e che spesso veniva ballato in modo molto soggettivo. Anzi, proprio gli insegnanti di ballo lamentavano la mancanza di una standardizzazione.
Al suo arrivo in Europa questo tango rudimentale si è raffinato ed è evoluto in una forma di tango salòn con un proprio codice. Ma sappiamo che anche a Buenos Aires, nel medesimo periodo, il tango si è evoluto in forma di tango salòn, ed anche a Buenos Aires nel 1940 il tango non era più ballato nel modo in voga all’inizio del secolo.

Quindi possiamo dire che il tango – partendo dalla forma Rioplatense dell’inizio novecento – si è evoluto parallelamente in diversi modi in diversi luoghi.
A Buenos Aires il tango ha avuto la sua evoluzione, a Parigi ha avuto un’altra differente evoluzione, a Londra ancora un’altra, e Veloz e Yolanda in questo libro ci danno un quadro sullo stato dell’arte di queste tre evoluzioni nel 1938.

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Il primo capitolo parla del tango Francese ed inizia dicendo:
“Dopo la prima guerra mondiale, quando il tango è riapparso, era una danza molto calma e controllata. Poi sono stati concepiti nuovi movimenti, più adatti ad un ballo da sala, e quindi la danza che incorpora questi movimenti è stata chiamata TANGO FRANCESE per distinguerla dal TANGO ARGENTINO.
Le figure e le combinazioni del tango Francese sono innumerevoli ma nelle pagine successive descriviamo le MIGLIORI”.

…seguono una quarantina di pagine illustrate che descrivono perlopiù camminate di diversi tipi, combinazioni con mezzi giri, giri completi, cambi di peso.

Questo ci dice due cose importanti: il tango francese era effettivamente un tango salòn, era molto camminato, ed anche se nessun maestro lo definiva come un ballo di improvvisazione, in pratica risulta che quaranta pagine erano appena sufficienti per descrivere solo le figurazioni più comuni. Quindi probabilmente era vero che anche in Francia si inventavano in continuazione nuove combinazioni e nuovi passi di tango.

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Il secondo capitolo parla del tango Inglese ed inizia così:

“In Inghilterra prendono il ballo sociale molto seriamente, come fanno con tutto il resto.
Prima di tutto, ogni movimento deve essere approvato dalla Società Imperiale dei Maestri di Danza, prima di essere standardizzato e quindi insegnato dai Maestri membri della Società, cioè praticamente tutti.
Ogni passo deve essere definito in questi termini:
– il movimento dei piedi con gli accenti;
– il tempo;
– le rotazioni e le linee di direzione;
– l’elevazione dei piedi e la caduta;
– gli ondeggiamenti.
Ci vogliono tre pagine per descrivere ogni passo.
Il tango, ballato da una coppia di esperti inglesi, è perfetto.
Quasi TROPPO perfetto, perché sono così impegnati a preoccuparsi dell’elevazione e della caduta, dell’ondeggiamento e del moto contrario, che pare che non si divertano per niente.”

…dopodichè Veloz e Yolanda illustrano le combinazioni e sequenze tipicamente inglesi, ma la parte più interessante è quella che abbiamo appena riportato, cioè il CARATTERE della danza.
Quello che ci dicono Veloz e Yolanda è che negli anni trenta, in Inghilterra, la standardizzazione della danza (e anche del tango) era già molto avanzata e tutti gli insegnanti dovevano seguire lo stesso metodo. Il risultato era un ballo abbastanza meccanico.

Non è difficile intravedere in questa descrizione il seme da cui poi è nato il filone del tango standard di scuola inglese e del tango sportivo che è ancora oggi oggetto di competizione.
https://www.youtube.com/watch?v=Qa4yoOuQ0G0

Secondo Veloz e Yolanda il tango ballato dagli inglesi era dunque rigido, meccanico e strutturato, ma non quello ballato dai francesi.

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Il terzo capitolo parla del tango Argentino e riserva qualche sorpresa fin dall’introduzione.

“Per rendere la tua conoscenza del ballo completa devi sapere qualcosa sul tango Argentino. Alcuni dei movimenti del tango Argentino sono sopravvissuti e sono utili, specialmente se li esegui negli angoli della pista o nei punti in cui puoi fermarti per un attimo senza dover per forza andare avanti. Ma usali senza esagerare.
Questi passi erano i più popolari all’inizio del secolo ma ora vengono eseguiti in modo un po’ diverso. Non si fanno più i movimenti frenetici con i piedi, le flessioni profonde [le quebradas] ed i piegamenti sulle ginocchia ispirati dal ritmo originale di Habanera.
Tutto è molto più calmo e controllato.”

…dopodichè vediamo finalmente alcuni nomi che ci risultano familiari: el medio corte, la media luna, el ocho, el cruzado, e qualche nome meno familiare come “el abanico” e “el frotado”.

Due sono le cose che ci colpiscono di questa descrizione del tango Argentino.

– Primo: pur osservando un cambiamento nel modo di eseguirli, vengono riconosciuti come autenticamente Argentini solo i passi in voga trent’anni prima, ossia prima che il tango si sviluppasse in Europa. Infatti Veloz e Yolanda usano per questi passi i nomi originali in spagnolo, mentre invece tutti i passi del tango francese ed inglese elencati nel libro hanno nomi inglesi.

– Secondo: i passi del tango Argentino “originale” sono considerati ingombranti e poco adatti ad un ballo da sala, perchè interrompono la circolazione e quindi è meglio eseguirli con moderazione e possibilmente negli angoli della pista.
Questo naturalmente ci disorienta un po’: l’importanza della circolazione in pista è oggigiorno uno degli argomenti preferiti degli esponenti Argentini del tango salòn.
Invece secondo Veloz e Yolanda, che ci parlano dagli anni trenta, sembra che il tema della fluidità di circolazione in RONDA fosse una priorità per il modo francese/inglese di ballare il tango, ma non tanto per il tango Argentino in cui i passi più caratteristici si facevano.. fermandosi sul posto!

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Veloz e Yolanda avevano comunque molto chiaro il carattere e l’espressione del tango.
Infatti nell’introduzione dicono: “Quando sarai diventato esperto, cerca di trattenere tutti i passi lenti fino all’ultimo momento possibile prima di dover muovere l’altro piede.
I tuoi passi sembreranno essere *appena appena dietro il ritmo* nei passi lenti, ed *esattamente sul ritmo* nei passi veloci.
Questo crea un effetto furtivo, che è caratteristico dei veri esperti, e più di ogni altra cosa darà al tuo tango l’aria di un vero tango.”

Inutile dire che questo modo di muoversi è ancora oggi caratteristico del tango Argentino eseguito da esperti e professionisti.

Vale la pena di leggere la conclusione del capitolo dedicato al tango.
Veloz e Yolanda consigliano prima di tutto agli aspiranti tanghisti di esercitare un repertorio di passi adatto ad avanzare correttamente in sala. Poi di esercitare un repertorio di passi più ampi adatti per ballare all’aperto o nelle grandi sale dove c’è molto spazio. Infine esercitare un repertorio di passi da eseguire sul posto, come quelli del tango Argentino, da utilizzare quando non è possibile avanzare.

Dopodichè concludono così:

“Verrà il tempo in cui tutto il tuo repertorio scomparirà e tu ballerai un unico Tango fatto di un insieme di movimenti, tutti scelti sul momento a seconda dello spazio che hai a disposizione e del ritmo della musica. A quel punto potrai dire di essere diventato un esperto tanghista.”

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Abbiamo dedicato l’ultima trasmissione del 2017 al tango. Tutto il tango.

Al tango del Negro Agapito che ballava davanti alla cinepresa di Eugene Py nel 1900.
Al tango di Olimpia d’Avigny, che nel 1906 a Napoli inaugurava con Maria Cores (Las Argentinas) lo spettacolo di Canti e danze dell’America del Sud, in anticipo di anni rispetto al grande exploit del tango a Parigi.

Al tango di Pola Negri, attrice Polacca che teneva testa alla censura nazista nella Germania di Hitler. Al delicato e struggente tango di Artur Gold, che invece dal nazismo fu soppresso.
Al tango di Veloz e Yolanda, fenomeni internazionali dello spettacolo, che nel 1938 scrissero un dettagliato studio sui diversi tipi di tango ballati nel mondo.

Al tango di Secondo Casadei, pioniere del liscio romagnolo, che già negli anni venti includeva il tango nel suo repertorio ballabile.
Al tango amato, adorato, ballato e.. strumentalizzato, usato per ogni scopo – tra cui persino la propaganda elettorale! Dove? A Buenos Aires nel primo novecento.

Al tango seducente, romantico, languido, ma anche a quello satirico come “Cuidado con los 50”.
Al tango popolare, al tango sociale, ma anche al tango “di società”… come nei club Londinesi del 1913 in cui si poteva andare a ballare solo dietro invito di uno dei membri di questi club esclusivi.

Una carrellata su tutto il tango, insomma, sul tango come fenomeno mondiale, ricco di mille sfaccettature, mille colori e mille sfumature.

Il podcast di questa trasmissione è disponibile sul nostro blog all’indirizzo:
http://radiocrossovertango.blogspot.it/…/…/spigolature.html…

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Radio Crossover Tango:
la trasmissione di musica, storia e cultura del tango.
http://radiocrossovertango.blogspot.it/
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